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Mario Franco, La Repubblica
Scatti dalla città che cambia, 25 febbraio 2009


IL GOETHE Institut di Napoli ha ricordato la caduta del muro di Berlino e la riunificazione della Germania con una serie di iniziative, conferenze, rassegne di film e personali di artisti. La mostra "Ortszeit, ora locale" del fotografo Stefan Koppelkamm, testimonia e documenta le trasformazioni avvenute in ambito urbano, ma anche nel paesaggio, nell' ex Repubblica Democratica Tedesca dal momento dell' abbattimento del muro a oggi. All' inaugurazione, domani alle 18, ci sarà anche la proiezione del film "Berlin Babylon" del regista Hubertus Siegert, girato in Germania dal 1996 al 2001 intervistando politici, architetti e cittadini berlinesi in una città frenetica e preoccupata, che tornava al centro della vita politica e intellettuale con rinnovata vitalità (Riviera di Chiaia, 202; fino al 20 marzo). L' Ortszeit di Stefan Koppelkamm (che ha il significato filosofico del nostro hic et nunc), si compone di 45 stampe in bianco e nero di grandi dimensioni, che sono una dimostrazione di questa vitalità. L' autore mette a confronto una serie di immagini scattate dal 1987 al 1991, fermando luoghi ed edifici che sembravano destinati alla fatiscenza, con gli stessi luoghi ed edifici ripresi nel 2004, dopo la riunificazione della Germania, con straordinaria e coinvolgente fedeltà del punto di vista e dell' inquadratura. Le prime immagini sembrano vecchissime, come se fossero state scattate addirittura prima della guerra; quelle odierne testimoniano la profonda trasformazione sociale e economica avvenuta. Tra il tempo della memoria e quello del presente si dispiega il dislivello della rappresentazione: Koppelkamm pone le sue stampe "a ritroso", impaginando il presente prima del passato, in modo da fornire allo sguardo del visitatore, come in una dissolvenza incrociata, l' immagine del cambiamento che il tempo porta al mondo e al nostro essere.
In una sorta di "metareale" gli avvenimenti della storia vengono a coincidere con le immagini come in una clessidra visiva, un quid espressivo nel quale il fruitore assiste a una rappresentazione che è anche una narrazione. La Rothenburgerstrasse fotografata nel 1991, ad esempio, è una strada ancora "fine-ottocento", con architetture buie, tetre. Gli stessi edifici e la stessa strada, nel 2001, si sono colorati di chiaro, riempiti di caffè e negozi, assumendo un' aria moderna e invitante. Nel caso dell' edificio Jugendstil, il Barfussgasschen, ridotto a rudere fino al 1990, il restauro coincide con una ricostruzione, condotta con severo spirito filologico nel 2002. Commovente il restauro integrativo del Belvedere barocco a Potsdam, Klausberg, con la scala a spirale, le colonnine e la cupola perfettamente restituite al loro fascino. Koppelkamm, esperto di comunicazione, utilizza la fotografia come ermeneutica del reale, fornisce uno strumento d' analisi per leggere la metropoli - organizzazione complessa di realtà molteplici - come occasione d' impegno civile, come possibilità di verifica tra la dimensione del progetto e il vivere quotidiano.